venerdì 4 giugno 2010

Cosa chiedere di piu'

Di una cascatella gelida in cui rinfrescare gli stanchi piedi di pellegrino?

Se vuoi salvarti, fuggi

Il lupo di Gubbio

Temo un poco gli animali selvatici.
Spesso in questi giorni ho sentito dietro di me grugnir e digrignar di denti. (Si sente l'Alighieri vicino, nevvero?)
Poi mi ricordavo che era solo il mio compagno col suo ginocchio in discesa.

Una bella costanza, io sarei tornato a casa: ginocchiera, sdraio, libri e pop corn.

Arpulimo er fiume

Manifesto comunale.

In Umbria, appena fuori dai paesi hanno venduto solo delle Panda.

Di nuovo in mezzo al niente.
Don't stop me now.

Gubbio goodbye

Pure morning

Proviamo la levataccia 5:30, tappa lunga con alcune incognite - intanto siam partiti e qui ormai e' una superstrada del pellegrino, tabelle e segni ovunque.

giovedì 3 giugno 2010

Fegatini con alloro alla brace

Da ovazione.
E l'anice Varnelli che gira solo qui intorno e' una bomba.

Chiudo gli occhi ascoltando i miei piedi - e nella mente cose come "my hands are tied".

Sono sudato, sono sporco

Chissa' mai se arrivero' da te.

Del periodo non collegato cosa rimane? Fatica e paesaggi ampi e selvaggi come costante.
Citta' di Castello, un'albergatrice gentilissima e una buona bisteccona.

Una salita pazza verso Pietralunga, con acquazzone finale. Il paesello col gelato al gelso -che non sentivo da anni- e altro albergatore pellegrini-oriented con indispensabile asciugatoio e mille premure e regali. Antipastone misto e la bottiglia fredda del bianco locale quasi trasparente.

Di questi giorni ancor più che le cene, il gusto sono le colazioni con tanta scelta e il tempo e la fame di provare tutto.

Le cose informi che ho nello zaino hanno ormai tutte la medesima puzzina.

E' tipico mio cercare pretesti per mollare appena prima del traguardo di Assisi, in realta' l'illuminazione ricevuta e' che le Nimbus da corsa, ammortizzate, fresche e asciutte anche sotto l'acqua, forse non sono l'ideale per 8 giorni di trekking: tanto male ai piedi, espio ogni singolo appoggio. Cmq, come si dice, passi e immagini che non dimentichero'.

Evitando le buche più dure

Dopo 26 km mangiati in un lampo, facciamo gli ultimi due con Caetano, forse il primo brasiliano assoluto sul Cammino, pensionato da San Paolo che ha gia' fatto Santiago. Piove in portoghese si dice una roba tipo sciove, sorprendentemente vicina all'inglese shower e al napoletano chiove - lo impariamo perche' ci prendiamo un'ora di acqua e vento.
Quindi Gubbio, ci fermiamo -che tanto il ginocchio non consente e ancora piovicchia- conciliabolo sulle possibilita'. Lui non molla, se quel che ha e' quel che dico, domani sara' peggio.
Due passi, barbiere, si attende cena presto e levataccia per avere tutte le opzioni aperte.

A Gubbio

Con il primo pellegrino brasiliano ad aver alloggiato al Tinca

On the road of my regrets

Love rescue me
Come forth and speak to me
Raise me up
And don't let me fall

Ci scusiamo per l'interruzione: come da auguri di qualcuno, il blackberry e' impazzito e solo ora si e' ripreso, anche dal diluvio di ierisera, molto corroborante e pittoresco, bagnato in ogni dove, tastiera compresa.

Il MTBF del ginocchio del compagno e' ormai stabilito in 4 ore: anche oggi andavamo come treni, neanche il tempo di postare, contando di fare una buona tappa e ora siamo fermi sotto la pioggerella.

mercoledì 2 giugno 2010

La quiete

Prima della tempesta

Agua

Chiesetta semidiroccata con acqua potabile

martedì 1 giugno 2010

Armanimo che ce trovamo

Umbria ti lovvo.

Sfioriamo Passerina

Dopo aver disturbato anche due boh verdi belli grossi che amoreggiavano strisciando.

Sole a picco sull'asfalto.

Posa plastica

Davvero spiacenti

Interrompiamo una fellatio tra ginestre di due cinquantenni ignudi che si erano messi belli comodi. Questo succede in Umbria, in cui siamo da qualche ora.

Ma in fondo io sto bene qua

La locanda antica di ieri mi e' piaciuta molto, anche il buffet a colazione stamattina era grandioso.
Solo aveva come applique le abat-jour della mia camera matrimoniale e ho fatto sogni inquieti tutta notte.

All'eremo di Monte Casello

Accolgono i pellegrini con una serie di cartelli di divieto. E un rotweiler. Nero.

L'OCdV si da' nei piedi uno spray effetto domopack, stasera o son salvi o son da amputare.

Pero'

Ruscelletti e cascatelle, le salite ardite e le ridiscese, tutto molto bello.
L'idea di diventare devoti di un santo che ha pellegrinato tra Mirandola e Mantova c'e'.